Contenti sempre, accontentarsi mai!

chi decide quando godere e quanto è troppo?

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Contenti sempre, accontentarsi mai!

L’affermazione del titolo è una antitesi e racchiude una grande saggezza


Da anni discuto con chiunque, convinto che gli unici proverbi che non rappresentino saggezza popolare siano stati ideati da menti manipolatrici molto astute, forse dalla stessa...

“Chi si accontenta gode”, per esempio, ce lo si ripete convinti; ma è il proverbio dello schiavo, forse formulato dal “padrone” per non farti- vabbè dai, farci- alzare la testa e cercare di più. Lo penso da tempo.
“Chi troppo vuole nulla stringe”, ho sentito dire ieri, e ha fatto all’istante il paio con l’altro, quello di chi si accontenta.

Contento deriva dal latino continére: perché dovrei contenermi?

Pensavo anche che, in un certo senso, sia molto meno faticoso farsi dire cosa fare che dover pensare con la propria testa: il cervello consuma più energia di tutti gli altri organi del nostro corpo.

Se “accontentarsi” lo intendiamo come prendere atto dei risultati raggiunti, professionali o di vita privata e, dopo aver dato un’occhiata, riprendere a porsi sfide, progetti o problemi (il cui significato è identico), allora siamo della stessa idea.

“Chi troppo vuole nulla stringe” ha sfumature leggermente diverse: sembra voler invitare a non essere troppo esigenti o esosi dalla vita, ma il messaggio subliminale che sottende gioca sull’equivoco della parola “troppo”.

"Troppo" è un avverbio di quantità che non dice nulla, non spiega nulla, perché significa “in modo esagerato”: quando è troppo? E troppo di cosa, poi?
Fosse stato “Chi molto vuole nulla stringe”, lo avrei potuto accettare, ma resta sempre il “chi”, che è un pronome relativo indefinito usato con valore di soggetto generico.

E chi può insegnarmi qualcosa di così importante se resta nascosto, celato sotto mentite spoglie?

È come se si sentisse dire (senza sapere chi stia parlando): “Tu fai così; a volere e a non accontentarmi ci penso io...”.
È il potere nascosto delle parole, che creano un’immagine nel nostro cervello alla quale i nostri livelli ormonali (noradrenalina, dopamina, adrenalina ecc.) e di conseguenza i nostri comportamenti si adeguano.

Non mi piace, per niente!

“Contenti sempre, accontentarsi mai”, l’ho sentito dire allo scrittore e insegnante (a proposito di parole, coach mi fa schifo! perché dovrei usare parole in inglese se nella nostra bellissima lingua, sempre più impoverita da questi vocaboli, esiste il verbo adeguato?) Paolo Borzacchiello che, da buon veneto e studioso qual è, non si fa facilmente mettere i piedi in testa da frasi o proverbi di dubbia provenienza.

Daniele

P.S. 1 Farsi scrivere un articolo da AI è stupido e lui usa me...
P.S. 2 Farsi fare correzione ortografica è intelligente e io uso lui!

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