Disturbo se fumo?
Un ricordo d'infanzia racconta un'epoca in cui si fumava ovunque, persino nei treni e accanto ai bambini. Una riflessione sui cambiamenti della società.

"Ciao ragazze" dice di buonumore entrando dalla porta.
Vi ho mai raccontato di quando si fumava ovunque?"
"Sì, ci hai detto qualcosa" risponde L mentre E sembra distratta.
"Ho un ricordo indelebile quando in treno, avrò avuto dieci anni, un elegantissimo signore dell’età di mia mamma, circa trentacinque anni, dopo essersi seduto al suo posto, in un piccolo scompartimento chiuso, estrasse dalla tasca interna del completo grigio un pacchetto e, mostrandoglielo, le chiese: “disturbo se fumo?”
"Lei, sottilmente lusingata da quell’attenzione non obbligata nei suoi confronti da parte di un bel signore, con la caratteristica espressione del viso che dice ma no, ci mancherebbe altro rispose negativamente."
"Beh, interviene E dal tavolo della cucina, ho googlato e si fumava ovunque a quei tempi, era normalissimo ma non si era coscienti ancora dei danni da fumo passivo, nulla di strano.
Questo problema non esiste nella nostra moderna generazione di sigarette elettroniche perché…"
"Non ricominciare a lodarti",taglia corto Lui stizzito, non ho ancora finito la storia.
Gli adulti fumavano quasi tutti in quello scompartimento, ma ti sei dimenticata che c’erano due bambini!"
"Tu e chi?" chiede L.
"Mia mamma stava allattando il mio fratellino di pochi mesi!"
"Non ci credo" dice L sbalordita."
"Ti giuro davanti a Dio", conferma serio Lui.
"Quel signore chiese se avesse disturbato ma solo per cortesia, per attaccare discorso con mia mamma che era bellissima, sapendo che non avrebbe avuto in nessun modo una risposta negativa, altrimenti non si sarebbe azzardato."
Tratto dal romanzo "La sigaretta che non fu mai" di Di Nenno Daniele
I più giovani potrebbero non credere a questa storia vera e, non avendo vissuto quei tempi, ritenere che sia solo una mia libertà narrativa, una fantasia distopica di un passato relativamente recente.
Non è così!
Le sale cinematografiche erano fumerie legalizzate dove ovviamente il fumo passivo, inalato dai pochi non-fumatori presenti in sala, ancora non era riconosciuto dannoso dagli studi scientifici.
Ricordo ancora il sottotitolo sui cartelloni del cinema per il film "L'inferno di cristallo", disaster movie del 1974 che vinse tre premi Oscar e che annoverava nel cast attori come Paul Newman, Steve Mc Queen, Faye Danaway e Fred Astaire.
In un avveniristico grattacielo di 138 piani, nella serata dell'inaugurazione scoppiò un incendio e molte persone rimasero intrappolate nei piani più alti e furono vittime del fuoco e del fumo.
"Vivrete ciò che vedrete" recitava l'azzeccato e realistico slogan pubblicitario sulle locandine del film, probabilmente con un'involontaria similitudine tra la sala cinematografica e la pellicola hollywoodiana.
Che i professori fumassero in classe, oltre che nella sala professori, sembra una fantasia orwelliana.
Non lo è, ma questa è un'altra storia...
Ricordi quei tempi? Raccontacelo nei commenti.
Daniele
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