Il potere del silenzio: quando le parole non dette diventano energia

Le parole riempiono il mondo, ma non sempre lo chiariscono. Fermarsi prima di parlare può trasformare il rumore interiore in presenza, e le parole trattenute in energia sottile. Un piccolo esperimento per riscoprire il valore autentico della voce.

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Il potere del silenzio: quando le parole non dette diventano energia

Le parole


Le parole sono convenzioni create per trasmettere concetti e pensieri, ma spesso vengono usate male e in modo inconsapevole.

Il silenzio pulisce questo frastuono di suoni inutili e lascia emergere l’essenziale.
L’essenza — ciò che siamo veramente, al di là di questa realtà da prigionieri — si abitua a comunicare e ad ascoltare linguaggi più sottili e profondi.

Se solo riuscissimo, ogni tanto, a non dire tutto ciò che si agita nel parlamento di voci che è la nostra testa, ci accorgeremmo che, nel momento di far sentire la nostra voce, ciò che diciamo ha un altro valore: viene da luoghi a noi semi-sconosciuti.
Le parole trattenute volontariamente si trasformano in un’energia sottile che si accumula.

Prova. Non credermi!

Quando stai per giudicare, parlare a ruota libera o spettegolare su qualcuno o qualcosa, fermati un attimo prima. Fai un’azione volontaria e pensa: “questo non lo dico, è superfluo”.

In quel momento, presta attenzione alla tua sensazione interiore. Osservala.
Non a ciò che pensi, ma a ciò che senti.

L’unica difficoltà sta nel ricordarsi di sé, nel ricordarsi di farlo. Ma con l’esercizio è possibile.

Non credermi, prova.

Raccontami se funziona.
— Daniele

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