Le stelle si spengono all'alba
Ci sono libri che riaprono ferite sepolte e ci aiutano a guardare in faccia i nostri demoni.

Ringrazio le organizzatrici del gruppo di lettura "Italiane a Monaco" per tutto quello che fanno e per aver scelto, tra gli altri, questo romanzo per l'incontro di oggi, 10 ottobre 2026.
Lungi da me l'intenzione e la capacità di scrivere una recensione.Come sempre su queste pagine vorrei far arrivare a chi le legge qualcosa di me e di quello che ho sentito leggendo questo romanzo.
"A volte, quando ti viene tolto qualcosa è come se dentro di te ci fosse un buco dove puoi sentire il vento che lo attraversa, questo è sicuro" disse il vecchio.
"E allora tu che fai?"
"Io sono sempre andato dove soffia il vento"
La letteratura, molto più dei media visivi che ci trasmettono immagini attraverso gli occhi, ha il potere di generare scenari immaginativi ma soprattutto di rivolgersi alle parti più recondite dell'essere umano.
Finire questo romanzo lentamente per far durare l'emozione e la sensazione di riscoprire qualcosa di sepolto dentro di me, asciugando una timida lacrima che scende dalla gota e si stampa sulla carta, ha un significato intimo.
Ecco che il mio giudizio nei confronti di un alcolizzato o un tossicodipendente si trasforma in qualcos'altro...
Ecco che le assenze in certi momenti importanti della mia famiglia aprono un buco nel mio cuore dove passa indisturbato ogni vento...
Ecco che la sensazione che il tempo non tornerà più mi toglie il fiato...
Ecco che, infine, ti chiedo perdono papà per non esserci stato in quel momento: sono stato uno stupido e non vederti andare via ha aperto un nuovo dolore dentro di me.
Questo romanzo (che credo sia autobiografico) mi lascia però una speranza: il passato non si può cambiare ma si può scegliere un futuro diverso, raccontando la nostra storia a chi ha bisogno di conoscerla.
Senza scusanti e senza chiedere perdono.
Il perdono, come l'amore, non si chiede.
Accade.
Daniele
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