Solo

Quando tutto si ripete, la vita perde contorno e memoria. È nel cambiamento, anche minimo e casuale, che riaffiora la sensazione di essere vivi: un percorso diverso, un vento improvviso, una canzone inattesa possono restituire significato ai giorni e renderli finalmente distinguibili.

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Solo

Perché, quando si conoscono persone nuove e si instaurano nuove relazioni — non solo amorose — tutto sembra più bello e fragrante?

Non c’è il passato dei due o più personaggi in questione a intorbidire i pensieri e le sensazioni.

È un po’ come entrare in una casa nuova, visitare una città o un luogo per la prima volta: la sensazione di novità che si prova è il sale della vita e dovrebbe sempre, per sempre, condire le nostre giornate.

Sapere invece cosa dirà una persona, ascoltare una storia già sentita mille volte, rifare ogni giorno la stessa strada per recarsi allo stesso parcheggio, alla stessa fermata del bus, allo stesso posto di lavoro che non cambia mai le nostre mansioni; prendere lo stesso caffè nello stesso bar, con le stesse facce che ci dicono sempre le stesse cose che già sappiamo ci diranno; aspettare il weekend per vedere sempre la stessa partita; attendere la stessa ora d’aria estiva sulla stessa spiaggia, con gli stessi vicini di ombrellone per trent’anni...

Tutto questo toglie curiosità, freschezza e, soprattutto, rende indistinguibili i nostri giorni, le nostre settimane, i nostri mesi, i nostri anni e, infine, la nostra vita.
E cos’è una vita che non riesce più a distinguersi, a restare memorabile nel cuore e nella memoria, nelle sue diverse fasi?

Da ragazzino mi accorgevo del sottile e incomprensibile piacere che provavo nel cambiare percorso in motorino per andare a scuola.
Una sciocchezza, se ci pensi, ma sufficiente per pormi la domanda del Re:

Perché?

Non lo sapevo allora, ma col tempo quella sensazione non mi ha mai lasciato.
Anzi, si è rafforzata, portandomi a comprendere che il “nuovo” è semplicemente il segno, il simbolo dell’unica legge universale davvero ineludibile: ciò che è vivo si muove, cambia.
La natura ce lo dimostra ogni giorno, anche se noi cerchiamo continuamente di ignorarlo.

Eppure, qualche volta, non ci riusciamo.

Magari ci fermiamo in un piccolo giardino cittadino e, nonostante il traffico e lo stridore delle sirene, ci accorgiamo dell’arrivo dell’autunno grazie a un vento freddo che spazza via le foglie ingiallite.

E proprio in quell’istante, nelle nostre orecchie, la migliore tecnologia mai inventata fa partire "casualmente" una canzone capace di prenderci il cuore per sempre, legandosi a quell’immagine e a quella sensazione di cambiamento naturale, e quindi di novità.

Un momento arrivato per caso, in un giorno qualunque della nostra vita, che non dimenticheremo più.

Sto scrivendo al plurale perché spero che qualcuno mi dica che non sono l’unico a sentire la vita in questo modo e mi faccia sentire un po’ meno solo.

Daniele

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